Infermieri di famiglia e comunità, psicologi, équipe sociosanitarie e medici di medicina generale insieme per un nuovo modello di presa in carico territoriale
Una passeggiata in gruppo, un’attività motoria, un laboratorio, un’attività culturale possono diventare anche essi strumenti di salute. È questa l’idea alla base della prescrizione sociale, di cui l’Asl CN2 ha avviato la sperimentazione con il progetto PONTE (Percorsi Organizzati per le malattie Neurodegenerative: Territorio e Empowerment sociale), in collaborazione con molteplici realtà socio-assistenziali locali, grazie al finanziamento della Fondazione CRC.
Il principio è semplice e, allo stesso tempo, innovativo: la salute di una persona non si esaurisce nella sua condizione clinica. Solitudine, isolamento, fragilità delle relazioni sociali, disagio psicologico, sedentarietà e difficoltà nella gestione delle cronicità possono incidere profondamente sul benessere e sulla qualità della vita. Per questo, accanto alla prescrizione di una terapia o di una prestazione sanitaria, un professionista può arrivare a “prescrivere” anche un’opportunità presente nella comunità, scelta in funzione dei bisogni e degli interessi della persona.
Non una semplice indicazione, dunque, ma un percorso che parte dal bisogno, individua una risorsa, accompagna la persona e ne favorisce la partecipazione. In questo, la comunità diventa parte integrante della strategia di assistenza e cura e la prescrizione sociale si qualifica come vera e propria “prescrizione di salute”.
Elemento qualificante della sperimentazione è la collaborazione tra professionisti, che vede in primo piano gli Infermieri di Famiglia e Comunità (IFeC) e gli Psicologi, in stretta integrazione con i Medici di Medicina Generale e il Medico specialista: «Gli IFeC, grazie alla prossimità con la popolazione e alla conoscenza delle risorse territoriali, svolgono un ruolo importante nella valutazione globale della persona, nell’individuazione dei bisogni e delle possibili soluzioni e nell’accompagnamento verso le opportunità offerte dalla comunità» spiega Mario Grimaldi, Responsabile Gestione Operativa Territoriale.
Prosegue Ileana Agnelli, Direttore della Struttura di Psicologia: «Lo Psicologo contribuisce alla lettura dei bisogni psicologici e relazionali e al sostegno motivazionale, favorendo la partecipazione attiva della persona e la costruzione di obiettivi di benessere condivisi».
I Medici di Medicina Generale e gli Specialisti, attraverso la conoscenza clinica e continuativa dei propri assistiti, rappresentano un ulteriore fondamentale nodo della rete, contribuendo all’individuazione delle persone che possono beneficiare del percorso.
La prescrizione sociale consente dunque di affiancare agli interventi sanitari tradizionali attività non cliniche disponibili nella comunità: «Accanto al modello organizzativo che abbiamo impostato – racconta Giuliana Chiesa, Responsabile Progetti, Ricerca e Innovazione – il progetto PONTE prevede la sperimentazione di un software appositamente sviluppato per la prescrizione sociale, che faciliterà l’individuazione e il collegamento con le opportunità presenti nella comunità e consentirà di tracciare e monitorare nel tempo i percorsi attivati». La tecnologia diventa quindi uno strumento al servizio della rete, senza sostituire la relazione tra professionisti, persona e comunità.
Tra i partner del progetto figurano i consorzi socio-assistenziali, attraverso la Convenzione per la gestione associata dei Servizi Socio Assistenziali dell’Ambito di Bra e il Consorzio Socio Assistenziale Alba-Langhe-Roero, insieme alla Cooperativa Sociale Progetto Emmaus e alla Fondazione dei Santi Lorenzo e Teobaldo. Attività culturali, sociali, motorie e ricreative, associazionismo, volontariato e altre iniziative locali possono così diventare parte di un più ampio progetto individuale di salute, come strumenti di prevenzione, benessere e partecipazione. A oggi sono più di 20 le nuove attività già mappate all’interno della rete del Progetto PONTE su tutto il territorio (come le Palestre della Memoria, che saranno realizzate dagli operatori dell’Asl stessa).
«Queste iniziative si integrano con le esperienze già consolidate sul nostro territorio, come Argento Attivo, i gruppi di cammino e i corsi di accompagnamento per i caregiver, attivate nell’ambito del Piano Locale della Prevenzione, e preludono all’inserimento di ulteriori collaborazioni con Enti culturali locali» spiega Daniela Alessi, Dirigente Biologa, Coordinatrice del Piano Locale della Prevenzione e Referente Health Equity Audit.
Anche le Sentinelle della Salute, la rete di volontari formati e coordinati dall’Asl CN2, potranno svolgere un ruolo di facilitazione, non sostituendosi ai professionisti ma contribuendo ad avvicinare le persone alle possibilità che, tramite l’Asl, la comunità offre.
In Asl CN2 la progettazione della sperimentazione è stata realizzata da un gruppo di lavoro composto da IFeC, Psicologia, Medicina Generale e Specialistica, Dipartimento di Prevenzione e Progetti, Ricerca e Innovazione, con l’obiettivo di co-costruire un modello di prossimità sempre più orientato alla persona. In quest’ottica le Case della Comunità costituiscono uno spazio privilegiato di incontro mettendo in relazione professionisti, servizi, enti e realtà del territorio con i cittadini.
Il primo ambito di sperimentazione riguarda in particolare persone over 65 con fragilità sociale e cognitiva, persone con disturbi neuro-degenerativi (demenza, sclerosi multipla, Parkinson, ecc.) e i loro caregiver, ma la logica della prescrizione sociale guarda più lontano: in quest’ottica è la Comunità stessa, nella sua globalità, a diventare beneficiaria dell’intervento, in un circolo virtuoso che favorisce l’empowerment di tutti i cittadini (non solo i malati) che diventano a loro volta attori protagonisti nelle varie attività.
«La prescrizione sociale ci invita a guardare alla salute con un’ottica più ampia e diversa – sottolinea il Direttore Generale dell’Asl CN2, Paola Malvasio – Per aiutare qualcuno a stare meglio non è sufficiente intervenire solo sulla malattia, ma occorre creare le condizioni perché la persona possa mantenere relazioni, interessi, autonomia e partecipazione. Compito dell’Asl CN2 è mettere in connessione competenze diverse all’interno dell’Azienda e, nello stesso tempo, riconoscere l’importanza delle tante risorse che esistono già nella nostra Comunità. La vera missione è trasformare questi valori in risorse accessibili, orientate e integrate nei percorsi di salute delle persone».
«La prescrizione sociale è un esempio concreto di come la Sanità possa dialogare sempre di più con il territorio – dichiara l’Assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi – La prevenzione e la promozione della salute non si fanno soltanto negli ambulatori: si costruiscono anche attraverso le relazioni, gli stili di vita, la partecipazione e la capacità di una comunità di non lasciare sole le persone più fragili. Mettere in rete queste risorse significa trasformare ciò che già esiste nei nostri territori in una vera opportunità di salute, rafforzando quella sanità di prossimità che rappresenta una delle direttrici fondamentali del nostro Servizio Sanitario Regionale».