Zoonosi: malattie trasmissibili da animale a uomo

Zoonosi

Uno dei problemi legati alla convivenza con gli animali domestici è sicuramente il controllo delle zoonosi, ossia quelle malattie che possono trasmettersi dagli animali all’uomo.

Le zoonosi conosciute sono molto numerose, alcune con un indice di gravità ridotto, altre decisamente gravi per gli animali e l’uomo (molti casi di ricoveri ospedalieri), per cui soltanto con una corretta ed efficace prevenzione si può ridurne il rischio.
A tal proposito assumono particolare importanza alcune norme igieniche generali che occorre sempre rispettare e che riguardano:

  • igiene e controllo del buono stato di salute dell’animale;
  • igiene del contatto personale con l’animale;
  • igiene dell’alimentazione dell’animale;
  • igiene delle deiezioni dell’animale;
  • lotta al randagismo (il pericolo è maggiore per i contatti con animali sconosciuti o randagi).

A causa dell’intensificarsi degli scambi commerciali di animali e prodotti di origine animale tra i vari paesi, attualmente queste malattie acquistano importanza sempre crescente; inoltre il pericolo di diffusione è ulteriormente aggravato dall’aumento degli animali domestici in ambiente urbano.
Le zoonosi possono diffondersi da un animale all’altro e dagli animali all’uomo, mentre di solito non si trasmettono da uomo a uomo; perciò l’uomo si ammala soltanto attraverso gli animali.
Come avviene il contagio tra animale e uomo?

  • per contatto diretto (sono interessati i proprietari degli animali)
  • per contatto con materiale contaminato dall’animale infetto (feci, urina, latte). Un ruolo essenziale lo riveste il terreno inquinato da feci e urine.

Zoonosi trasmesse all’uomo dagli animali da compagnia: rabbia

La malattia è causata da un virus che provoca danni gravi ed irreparabili al sistema nervoso. E’ una malattia sempre mortale, che colpisce l’uomo e tutti gli animali a sangue caldo, provocando modificazioni di indole e di comportamento.

Dopo la comparsa dei primi disturbi ogni tentativo di salvare l’animale o la persona colpiti è inutile e la morte sopravviene in pochi giorni. E’ fondamentale la prevenzione, soprattutto nelle zone in cui è presente la malattia ed in quelle limitrofe.

La trasmissione

Viene trasmessa prevalentemente con il morso di animali infetti (a sangue caldo, domestici e selvatici). Attualmente l’infezione è presente in tutta Europa con unciclo silvestre (che riguarda gli animali selvatici). Tra i carnivori selvatici, in particolare volpi, la rabbia può passare agli animali domestici, generalmente cani o gatti. Ha così inizio il ciclo urbano o cittadino: interessa cioè l’ambiente di vita umano, colpendo tutti gli animali domestici e trasmettendosi soprattutto attraverso gatti e cani.

L’uomo può contagiarsi, in entrambi i cicli, in conseguenza di morsi, graffi o semplice contatto con la saliva di animali infetti. E’ importante sapere che la saliva è già infettante quando la malattia è ancora in fase di incubazione, senza sintomatologia nell’animale.

Chi è esposto al rischio?

Tutta la popolazione delle zone infette e soprattutto chi, per lavoro o per svago, si reca nelle zone boschive e nei parchi montani.

La prevenzione nelle zone infette ed in quelle limitrofe

Bisogna adottare ogni precauzione per impedire il ciclo urbano della malattia: si deve cioè evitare che gli animali selvatici contagino gli animali domestici.

E’ quindi necessario:

  • vaccinare tutti i cani da caccia e da pastore, che sono i più esposti al rischio dell’infezione, e presenti nelle zone infette;
  • eliminare il fenomeno del randagismo di cani e gatti;
  • condurre i cani al guinzaglio;
  • non depositare rifiuti in luoghi accessibili agli animali; le discariche non protette da recinzioni fungono da richiamo per volpi, cani e gatti;
  • controllare la popolazione delle volpi;
  • segnalare al servizio Veterinario dell’ASL qualsiasi ritrovamento di animale morto ed ogni comportamento spiccatamente anormale di animali selvatici e domestici.

 Quando sospettare la malattia?

La malattia deve essere sospettata quando si osservano:

  • volpi o altri carnivori selvatici che hanno perso l’abituale prudenza e si avvicinano all’uomo ed alle case, senza diffidenza, con un’insolita indifferenza agli stimoli o una spiccata aggressività verso oggetti, animali e persone;
  • cani che presentano modificazioni del carattere (da docili ad aggressivi senza ragione) e del comportamento (cane che abbaia o scodinzola a persone immaginarie, mangia di tutto con eccessiva voracità, si nasconde in luoghi bui ed appartati, fugge da luoghi abituali). Con il progredire della malattia, il cane alterna crisi di eccitazione violenta a periodi di depressione acuta, con paralisi della mandibola e bocca semiaperta, non riesce a deglutire e ha ipersalivazione. Il cane rabido non abbaia, ma ulula con voce rauca;
  • gatti che modificano il comportamento, si nascondono in angoli bui e, se sollecitati ad uscire, mordono e graffiano.

Cosa fare se il proprio cane viene morsicato?

Bisogna rivolgersi al veterinario, per vaccinare immediatamente il cane.
Se catturato, il cane o l’animale morsicatore sarà tenuto in osservazione per 10 giorni, per stabilire se sia affetto da rabbia (questo periodo è il tempo necessario per il manifestarsi dei sintomi, se la saliva era infetta). 

Se l’animale morsicatore risulta malato, o se non può essere catturato, il cane morsicato dovrà essere soppresso o sequestrato sotto vigilanza sanitaria per 2-6 mesi (anche a domicilio).

Cosa fare se si è morsicati da un cane, da un animale selvatico, graffiati da un gatto sospetto.

Poiché la saliva è infettante prima del manifestarsi della malattia, bisogna tempestivamente intervenire in maniera adeguata, innanzitutto lavando e disinfettando accuratamente la ferita. In ospedale verrà iniettato localmente il siero antirabbico e sarà praticata la vaccinazione. In questo modo il virus, molto lento a raggiungere il cervello, può essere bloccato, prima che agisca. Inoltre se necessario sarà iniettato siero antitetanico.

Se entro 10 giorni l’animale morsicatore non manifesta malattia, il trattamento antirabbico verrà interrotto.

Casi mortali si verificano per lo più in persone non vaccinate entro il terzo giorno dalla morsicatura. Le descritte misure di prevenzione in caso di morsicature sono molto impegnative, per cui la museruola può evitare inutili allarmi in cani mordaci per natura.

Malattia da graffio di gatto o linforeticolisi benigna

La malattia

L’agente eziologico della malattia è Bartonella henselae, un parassita ematico trasmesso all’uomo dalle pulci e dal gatto. La malattia, non sempre segnalata nell’uomo, si manifesta con gonfiore linfonodale regionale; l’infezione può essere purulenta, con dolore e moderata febbre. Guarisce generalmente in poche settimane. Colpisce di preferenza i bambini ed i giovani adulti.La trasmissione
La linfadenopatia regionale benigna si manifesta a distanza di una settimana – un mese dal graffio o morso di un gatto portatore sano. Forme più gravi si hanno nei soggetti immunocompromessi
La prevenzione
E’ bene evitare di farsi graffiare dal gatto.

Dermatofitosi (Tigna) e Scabbia (Rogna)

La malattia
Le dermatofitosi sono micosi cutanee, causate da microscopici funghi (specie diverse di Microsporum e Trichophyton) che colpiscono gli animali domestici (causando aree tonde alopeciche) e l’uomo (a livello di capelli, pelle e unghie, particolarmente nei bambini). Fra gli animali domestici i cani risultano frequentemente colpiti, mentre i gatti sono spesso portatori sani. Anche i topi sono responsabili della diffusione della malattia.
La scabbia o rogna è invece causata da parassiti invisibili ad occhio nudo (Sarcoptes scabiei), che scavano microscopiche gallerie nella pelle di uomo ed animali domestici. Hanno azione iirritante e provocano prurito, formazione di vescicole e croste. Negli animali s localizza soprattutto alla testa.

La trasmissione
Le due malattie si trasmettono per contatto diretto o indiretto con l’animale infetto.

La prevenzione
Occorre curare gli animali infetti e limitare al massimo i contatti fino alla guarigione. Particolare attenzione va riservata ai gatti, in quanto perché possibili portatori sani.

Toxoplasmosi

La malattia

E’ causata da un protozoo (Toxoplasma gondii), caratterizzato da un complesso ciclo vitale; si moltiplica nei muscoli di numerosi animali e nell’intestino del gatto (specialmente giovane), che ne è il serbatoio.
Nell’uomo l’infestazione non causa di solito malattia, che è grave solo in persone immunodepresse, bambini e anziani. Pericolosi sono gli effetti sul feto, in seguito a prima infestazione in gravidanza (soprattutto durante il secondo trimestre); può causare aborto, malformazioni oppure patologie gravi neonatali.

La trasmissione
L’uomo si infetta maneggiando o mangiando carni crude infette o ingerendo occasionalmente il parassita eliminato nelle feci del gatto, sottoforma di oocisti. Le oocisti appena emesse non sono subito infettanti , ma lo divengono entro due giorni, restando poi infettanti per mesi.

La prevenzione
Si raccomanda di non alimentare il gatto domestico con carni crude e di impedirgli di cacciare topi e volatili. Le feci del gatto vanno smaltite ogni giorno (prima che diventino infettanti) e gli appositi contenitori per lettiera puliti ed igienizzati con cura. Queste semplici norme limitano la diffusione del contagio fra i gatti domestici. I gatti randagi sono pericolosi eliminatori del protozoo e possono contaminare il terreno ovunque, compresi orti, giardini e parchi per bambini.
Per i rischi che la malattia comporta, tutte le donne prima o all’inizio della gravidanza devono sottoporsi ad esame sierologico: in caso di risultato negativo, la donna non possiede anticorpi contro Toxoplasma e durante la gravidanza dovrà seguire scrupolose norme di igiene. Dovrà limitare le occasioni di contatto con gatti, lavarsi bene le mani dopo aver maneggiato terra e carni crude, consumare solo carni cotte e lavare accuratamente frutta e verdure da consumarsi crude.

Psittacosi – Ornitosi

La malattia
E’ causata da germi simili ai batteri detti Clamidiae. Nell’uomo la malattia può essere più o meno grave; spesso si manifesta come un’influenza, talora, soprattutto fra gli anziani, come grave forma generalizzata, con polmonite e sintomi neurologici.

La trasmissione
La malattia viene trasmessa da uccelli domestici e selvatici: l’uomo si infetta inalando le Clamidiae disperse nell’aria dai volatili, di solito portatori sani. Fra gli uccelli da gabbia, sono frequentemente colpiti gli psittacidi (pappagalli, cocorite) ed i canarini; diffondono la malattia anche i piccioni e gli uccelli da allevamento.

La prevenzione
È consigliabile acquistare solo animali sicuramente sani, provenienti da allevamenti in cui sono rispettate le norme di prevenzione. Gli uccelli importati devono subire un periodo di quarantena prima di essere immessi in commercio.

Idatidosi

La malattia

È causata da cisti che contengono larve della tenia (verme piatto) del cane, l’Echinococcus granulosus. Il parassita adulto è scarsamente patogeno per il cane, ma le uova emesse sottoforma di proglottidi nelle feci, se incidentalmente ingerite dall’uomo sono causa di gravissime lesioni cistiche.
Le cisti si possono formare ovunque nell’organismo (soprattutto in polmoni e fegato, più raramente in rene e cervello). Inizialmente sono piccole e non provocano danno o disturbi, poi, ingrandendosi, comprimono gli organi, come succede per un tumore. La rottura della cisti è rischiosa per la sopravvivenza. La cura è generalmente chirurgica.

La trasmissione
Avviene quando l’uomo ingerisce microscopiche uova di tenia eliminate dal cane con le feci. Le uova possono trovarsi sul pelo per effetto del lecca mento, oppure finire nel terreno con contaminazione di frutta, verdura ed oggetti. Il cane si infesta mangiando carni e visceri con cisti, non cotti, soprattutto di ovino. La malattia è sottovalutata in Italia, dove è più diffusa in prossimità di allevamenti ovini.

La prevenzione
E’ bene gestire correttamente il cane dal punto di vista sanitari, utilizzando vermifughi, ed alimentare (non somministrare frattaglie, se non ben cotte). Dopo ogni contatto personale con un cane, occorre poi lavare accuratamente le mani; i bambini vanno educati all’igiene personale. La verdura da consumarsi cruda e la frutta devono essere sempre ben lavate.

Toxocariosi o Larva Migrans Viscerale

La malattia 

È dovuta alla presenza, generalmente in polmone o fegato, di larve Ascaridi, parassiti intestinali del cane e del gatto. Talvolta le larve si localizzano nell’occhio, causando cecità. Sono colpiti soprattutto i bambini da 1 a 3 anni.

La trasmissione
Il bambino si ammala ingerendo le microscopiche uova del parassita eliminate dal cane con le feci; le feci del gatto rappresentano un pericolo meno frequente. Poiché cane e gatto si leccano, le uova possono essere presenti nella saliva e sul pelo; le uova resistono a lungo nel terreno ed i bambini si possono infestare giocando, sia con gli animali sia con la terra, portando le mani sporche alla bocca.

La prevenzione
Moltissimi cani, nascendo già infestati, eliminano uova del parassita sin dalle prime settimane di vita: è buona norma sverminare i cuccioli a 2-3 settimane di età. L’esame microscopico delle feci canine evidenzia l’infestazione, ed andrebbe ripetuto periodicamente. I cani non devono defecare in aree gioco per bambini. Il randagismo deve essere combattuto. Si devono poi abituare i bambini al rispetto delle norme di igiene.

Larva Migrans Cutanea o Dermatite Verminosa

La malattia 

È causata dalla penetrazione nello spessore della pelle di larve di Anchilostoma, un parassita enterico del cane e del gatto. La migrazione delle larve è molto irritante e provoca intenso prurito e dolore, soprattutto di notte. La guarigione è molto lenta.

La trasmissione
L’uomo si infetta per contatto con il terreno contaminato da feci di cani e gatti, contenenti microscopiche uova, dalle quali si sviluppano in seguito le larve (in condizioni di umidità e temperatura elevate). I bambini risultano i più colpiti, perché giocano spesso con la sabbia.

La prevenzione
È sovrapponibile a quella larva migrans viscerale. I cani ed i gatti devono essere sverminati e non devono sporcare in aree gioco per bambini e spiagge. E’ fondamentale anche la lotta al randagismo di cani e gatti.

Leishmaniosi

La malattia 

È trasmessa da un vettore, la Leishmania; è una infezione protozoaria estremamente contagiosa, che colpisce cane e canini selvatici, l’uomo, ma anche topi, ratti e cavie. In Italia è diffusa soprattutto nelle regioni meridionali, nelle isole, in Liguria e lungo le coste, a causa della presenza di L. infantuum; è una malattia endemica, in crescita nelle aree periurbane, presente da noi come forma cutanea e viscerale, pericolosa per categorie di soggetti a rischio (immunodepressi, anziani, bambini, nefropatici).

La trasmissione
La malattia si trasmette da cane a uomo e viceversa, attraverso la puntura di un piccolo insetto ematofago (flebotomo). L’infezione si realizza dalla primavera all’autunno, ma la comparsa dei sintomi può avvenire in qualsiasi momento dell’anno, dopo un periodo di incubazione molto variabile. Il flebotomo ha caratteristiche ben diverse dalla comune zanzara: è più piccolo, volando non crea ronzii, è già attivo al tramonto.

La prevenzione
I cani infetti devono essere sottoposti a lunga ed impegnativa terapia; nonostante ciò però la patologia progredisce lentamente, con frequenti recidive e morte dell’animale. Il cane costituisce il serbatoio del parassita per l’uomo (quindi non è direttamente contagioso). Nelle zone endemiche occorre attivare la profilassi sul cane (con collari specifici ad effetto repellente, in attesa della vaccinazione) ed evitare ove possibile le punture da parte dell’agente della malattia.

Salmonellosi

La salmonellosi sono infezioni enteriche ben conosciute in medicina umana; in genere è una zoonosi alimentare, ma talvolta può essere trasmessa direttamente da cani, tartarughe, criceti. Cane e uomo lamentano in genere gli stessi sintomi gastroenterici e sistemici, benché i cani possano essere assolutamente asintomatici.

L’infezione è più frequente se il cane viene alimentato con carne cruda. Per la prevenzione sta tutta nel rispetto dell’igiene ambientale ed alimentare: è sufficiente lavarsi accuratamente le mani dopo ogni contatto con animali o loro deiezioni, o prima di mangiare in aree dove sono presenti animali, non avvicinare animali alla bocca.
E’ da bandire il ricorso agli antibiotico, per generici problemi di diarrea, al fine di evitare il più possibile la selezione di soggetti portatori sani.

Giardiasi

La giardiasi è una zoonosi enterica causata da Giardia duodenalis. L’infezione, sia nell’uomo e nel cane, è solitamente asintomatica e sono comuni i portatori sani.
Sono possibili forme croniche con presenza di diarrea. Benché l’infezione nell’uomo derivi soprattutto dal contatto con acque contaminate e varianti di protozoo specifiche, il cane può esserne veicolo, in condizioni di scarsa igiene e di promiscuità stretta. La prevenzione è tutta nell’igiene ambientale e personale.

Dipylidium Caninum

E’ un cestode, cioè un verme piatto, che in forma adulta si localizza a livello dell’intestino del cane, senza dare sintomatologia. Il cane si infesta ingerendo pulci durante le normali procedure di grooming. Le uova fuoriescono con le feci, contenute in proglottidi, visibili ad occhio nudo.
Rappresenta una zoonosi di minore importanza, che si realizza per ingestione accidentale di una pulce infestata da parte dell’uomo (casi descritti in pazienti psichiatrici e bambini). E’ bene ricordare che l’esame coprologico sulle feci canine è poco sensibile, motivo per cui si consiglia la somministrazione al cane, anche se asintomatico, di vermifughi ed antiparassitati attivi contro le pulci, per limitare i rischi di trasmissione all’uomo.

Pulci, Pidocchi e Zecche

Gli animali possono essere infestati da pidocchi, che però essendo parassiti ospite specifici, non passano all’uomo (che ha i propri). Pulci e zecche invecenon sono ospite specifiche, quindi possono occasionalmente pungere l’uomo.

Nel caso delle pulci ne consegue in genere lieve irritazione cutanea e prurito locale; più raramente si hanno gravi forme allergiche, in soggetti predisposti. La puntura di zecca passerebbe invece inosservata, se no fosse per il reperimento dell’insetto adeso alla cute, impegnato nel suo lungo pasto sangue sull’ospite. Sono insetti ben adattati all’ambiente in cui viviamo, sia all’interon che all’esterno, e persistono tutto l’anno. Le manifestazioni cliniche prevalgono però in primavera ed autunno.
Le pulci, ma soprattutto le zecche, sono vettori biologici importanti, cioè attraverso la loro puntura sono responsabili della trasmissione biologica attiva di malattie:

  • le pulci giocano un ruolo fondamentale nella trasmissione di Dypilidium caninum e Bartonella henselae, l’agente patogeno della malattia da graffio di gatto nell’uomo;
  • le zecche possono veicolare virus, batteri, protozoi ed elminti ad animali e uomo. Ad esempio, la puntura della zecca può trasmettere zoonosi quali l’encefalite da zecche, la malattia di Lyme, le rickettsiosi (tra cui la febbre Q). Nel cane trasmette la filaria.

Ovvie ragioni di igiene pubblica giustificano pertanto l’utilizzo sugli animali di affezione di un prodotto antiparassitario specifico, meglio periodicamente, utile soprattutto a scopo preventivo.

Segnalazione delle zoonosi

La segnalazione di queste malattie non comporta necessariamente provvedimenti nei confronti dei pazienti umani o animali e rappresenta un sistema efficace di prevenzione.

• Quando la malattia si verifica negli animali
Le malattie degli animali trasmissibili all’uomo devono essere segnalate al Servizio Veterinario dell’ASL competente per territorio. I veterinari dell’ASL, oltre a fornire informazioni sulla malattia, eseguiranno le indagini epidemiologiche per stabilirne origine e diffusione e metteranno in atto le misure sanitarie necessarie per evitarne la propagazione ed il passaggio alle persone.
• Quando la malattia si verifica nell’uomo
Le malattie dell’uomo che possono essere state trasmesse da un animale devono essere segnalate al Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’ASL competente per territorio. I medici dell’ASL, oltre a fornire informazioni sulle caratteristiche della malattia, eseguiranno le indagini cliniche ed epidemiologiche necessarie ed adotteranno la misure sanitarie a salvaguardia della salute pubblica.