“Il gioco d’azzardo patologico (GAP): quando il gioco diventa malattia”, programma patrocinato da Città di Alba, ASL CN2, Diocesi e Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero

Conferenze e congressiCorsiNews 16/01/2017

Il prossimo sabato 4 febbraio, presso la Sala Convegni del Palazzo Banca d’Alba, in via Cavour 4, si terrà il convegno scientifico ECM “Il gioco d’azzardo patologico (GAP); quando il gioco diventa malattia”, patrocinato da Città di Alba, ASL CN2, Diocesi di Alba e Consorzio Socio-Assistenziale Alba-Langhe-Roero, a cui parteciperanno i maggior esperti locali e regionali operanti nelle varie agenzie interessate al problema.

Tale iniziativa è nata dalla necessità di formazione e sensibilizzazione su un fenomeno che in Italia, nel 2016, ha raggiunto un business record di 95 miliardi, il 4,4 del Pil, poco meno di quanto gli italiani spendono per mangiare. Dei 30 milioni di italiani che si concede ogni anno almeno una volta il gusto dell’azzardo legale, un milione di loro appartiene alla schiera dei giocatori patologici che andrebbero curati.

“Negli ultimi dieci anni in Italia vi è stato un significativo incremento dell’offerta di gioco d’azzardo a bassa soglia di accesso, con una variabile aggiuntiva, adottata per ragioni di mercato e opportunità: il gioco d’azzardo non è stato proposto con il suo nome, ma è stato abilmente travestito da attività ludica, in modo da attenuare la consapevolezza dei cittadini – spiega il Dott. Piero Prandi, psichiatra, direttore del reparto di Neuropsichiatria della Casa di Cura “Città di Bra” e della Clinica “Sant’Anna” di Casale Monferrato –. I problemi nascono quando l’aspetto ludico diventa secondario all’impulso di giocare, al bisogno di continuare a tentare la fortuna anche a fronte di perdite devastanti. Questo atteggiamento si configura come gambling: un comportamento compulsivo, la cui dinamica può essere assimilabile ad altre forme di dipendenza patologica”.

“L’ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati) annovera il GAP fra i Disturbi delle Abitudini e degli Impulsi, mentre il DSM 5 (il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) lo include a pieno titolo nei Disturbi di addiction – aggiunge il dott. Raffaele Pugliese, psichiatra, dirigente medico del Dipartimento di Salute mentale dell’Asl CN2 –. Per quanto riguarda le teorie e i modelli eziopatogenetici, vi sono ipotesi neurobiologiche volte a dimostrare l’esistenza di specifiche anomalie a livello di sistemi neurotrasmettitoriali con possibili fattori di rischio genetico, ipotesi psicologiche che indagano variabili psicodinamiche e di personalità e ipotesi sociologiche che sottolineano l’importanza  dei modelli culturali e la pressione del mercato”.

“Un approccio terapeutico adeguato a questa patologia prevede colloqui di counseling motivazionale, psicoterapia cognitivo-comportamentale individuale e/o di gruppo, terapie farmacologiche specialistiche per le comorbidità associate, supporto educativo alla famiglia, diagnosi e trattamento per eventuale dipendenza da sostanze associata, programmi specifici per la prevenzione e gestione delle ricadute e per la valutazione e prevenzione del rischio suicidario – afferma la dott.ssa Barbara Martini, psichiatra e psicoterapeuta, curatrice della Segreteria scientifica del convegno –. I servizi di cura attivi sul territorio sono i centri di salute mentale (CSM) e il servizio per le dipendenze (Ser.D.)”.

“Il Convegno vuole affrontare il problema del GAP nei suoi aspetti clinici, psicopatologici, trattamentali, sociali e giuridici proponendo una riflessione orientata allo sviluppo di interventi multidisciplinari”, conclude infine don Domenico Bertorello, incaricato regionale CEP Pastorale Salute.

La giornata è rivolta a tutte le professioni sociosanitarie e conferisce 4 crediti ECM.

Farà seguito all’evento, la settimana successiva (venerdì 10 febbraio, dalle ore 21, presso il Palazzo Mostre e CongressiG. Morra” di Alba, in piazza Medford 3) un incontro sullo stesso tema, aperto a tutta la cittadinanza. A confrontarsi sull’argomento, dopo il saluto delle autorità politiche e religiose, saranno esperti di prim’ordine, moderati dal giornalista Gianmario Ricciardi.

Entrambi gli eventi, promossi dalla Pastorale Sanitaria della Diocesi di Alba, sono stati concretizzabili grazie alla Fondazione Banca d’Alba, con il contributo di EGEA.

Per informazioni ed iscrizioni: info@fondazionebancadalba.it; tel. 346 1059602.